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Se non siamo mai stati nel Paese del nostro partner, questo influisce sulla valutazione della domanda?

Una delle preoccupazioni che ricorrono più spesso durante la diretta è proprio questa: una coppia che si è conosciuta in un Paese terzo e uno sponsor che non ha mai viaggiato nel Paese del richiedente. Negin Safaei, avvocata australiana per l’immigrazione con registrazione MARA 1791573, spiega in questo articolo esattamente il quadro normativo a cui si attiene il case officer del Department of Home Affairs — non sulla base di convinzioni diffuse, ma sul testo delle Migration Regulations 1994. Per molti lettori la conclusione è rassicurante: il luogo dell’incontro non è un criterio di legge.

Risposta rapida

No: la normativa australiana sull’immigrazione non prevede alcun obbligo che lo sponsor abbia viaggiato nel Paese del richiedente. Per il visto di fidanzamento (subclass 300) il requisito di legge è che le parti si siano incontrate di persona e si conoscano personalmente, da adulti (entrambi con almeno 18 anni al momento dell’incontro); un incontro in un Paese terzo come Turchia, Thailandia o Malesia è perfettamente sufficiente. Per il Partner visa il criterio è quello della «relazione genuina e continuativa». Una conoscenza esclusivamente online non sostituisce l’incontro di persona.

Cosa dice la legge

La valutazione di questi casi segue due percorsi distinti e distinguerli è la chiave per comprendere la questione.

1) Visto di fidanzamento — subclass 300 (Prospective Marriage). Il requisito previsto dallo Schedule 2 delle Migration Regulations 1994 (clausola 300.215) è che il richiedente e lo sponsor si siano incontrati di persona e si conoscano personalmente; elemento che compare nella stessa forma anche nel document checklist pubblicato dalle rappresentanze del governo australiano: «prova che tu e il/la tuo/a fidanzato/a vi siete incontrati di persona come adulti e vi conoscete personalmente». In questa sola frase sono contenuti tre punti giuridici:

  • Non è indicato alcun Paese specifico. La legge parla di «incontro di persona», non di «viaggio nel Paese del richiedente». Un incontro in un Paese terzo, in Australia o in qualsiasi altro luogo ha esattamente lo stesso valore.
  • L’elemento «da adulti» (as adults). Un incontro avvenuto soltanto durante l’infanzia — per esempio due cugini che si sono visti a 10 anni e che poi hanno proseguito il rapporto online — non soddisfa questo requisito. Entrambe le parti devono avere almeno 18 anni al momento dell’incontro.
  • L’incontro online non è sufficiente. Videochiamate, messaggi e telefonate sono prove di grande valore per dimostrare la natura della relazione, ma non sostituiscono il requisito dell’incontro di persona.

A ciò si aggiunge che il visto 300 richiede una reale intenzione di contrarre matrimonio e l’intenzione di convivere come coniugi; il Department of Home Affairs presenta questo visto come lo strumento che consente di venire in Australia per sposare il proprio fidanzato o la propria fidanzata e successivamente presentare domanda di residenza permanente.

2) Partner visa — subclass 309/100 (fuori dall’Australia) e 820/801 (in Australia). Qui il test determinante è l’esistenza di una «relazione genuina e continuativa» e la valutazione si basa sulle quattro aree previste dalla regulation 1.15A delle Migration Regulations 1994: gli aspetti finanziari, la natura del nucleo domestico, gli aspetti sociali della relazione e la natura dell’impegno reciproco. Per i richiedenti de facto, inoltre, la relazione deve di regola essere in corso da almeno 12 mesi prima della presentazione della domanda, salvo che la relazione sia stata ufficialmente registrata in uno degli Stati o Territori australiani idonei, oppure che sussistano circostanze eccezionali (compelling). Il percorso 309 è la fase provvisoria che conduce al visto permanente subclass 100.

Un punto importante: non aver viaggiato nel Paese dell’altro non è di per sé un elemento negativo, ma quando una coppia non ha mai convissuto e non ci sono stati viaggi reciproci, l’onere probatorio si concentra con più peso sugli altri tre pilastri: continuità e profondità delle comunicazioni, durata e qualità del tempo effettivamente trascorso insieme, e riconoscimento sociale della relazione da parte di familiari e amici.

Criteri chiave e indicazioni pratiche in sintesi

Questione Situazione giuridica Indicazione pratica
Viaggio nel Paese del partner Non è un requisito di legge Qualsiasi luogo di incontro è valido; deve soltanto essere documentato
Incontro di persona (subclass 300) Obbligatorio — clausola 300.215 Non compensabile con i contatti online
Età al momento dell’incontro (300) Entrambe le parti con almeno 18 anni Un incontro nell’infanzia non soddisfa il requisito
Relazione di 12 mesi (de facto) Regola generale; derogabile con registrazione ufficiale della relazione o circostanze eccezionali Nei casi senza convivenza va impostata con particolare cura
Cerimonia familiare / festa di fidanzamento Non è un criterio di legge — è soltanto «prova» Ha valore probatorio, ma non sostituisce il requisito normativo
Matrimonio legale prima della decisione sul 300 Viene meno l’idoneità al 300 Occorre chiedere per iscritto la valutazione come 309/100 e ritirare la domanda 300

Soffermiamoci su quest’ultima riga, perché nei casi iraniani è fonte di errori molto costosi: se il richiedente del subclass 300 contrae un matrimonio giuridicamente valido prima dell’emissione della decisione — per esempio un matrimonio religioso registrato in Iran — non è più idoneo al visto di fidanzamento. In tal caso, secondo le indicazioni ufficiali del governo australiano, deve chiedere per iscritto che la propria domanda sia valutata come Partner visa subclass 309/100 e ritirare la domanda 300. Pertanto, se per rafforzare la posizione intendete organizzare una cerimonia fuori dall’Australia, tale cerimonia deve essere non vincolante e di carattere puramente rituale o di fidanzamento; in caso contrario, è necessario scegliere il percorso 309/100 fin dall’inizio.

Un’avvertenza pratica anche sull’incontro in un Paese terzo: questa soluzione funziona soltanto se entrambe le parti possono entrare legalmente in quel Paese e documentare il viaggio — visto, timbri di ingresso e uscita, biglietti e prenotazioni alberghiere, fotografie con data e ricevute bancarie. Un incontro che non può essere dimostrato, nella pratica della domanda equivale a un incontro mai avvenuto.

Cosa significa tutto questo per voi

Se fino a oggi non si è presentata l’occasione di viaggiare nel Paese dell’altro, potete tirare un sospiro di sollievo: questo fatto, di per sé, non è né un ostacolo giuridico né un elemento negativo nella valutazione. Ciò che conta, come spiega Negin Safaei, è che la domanda sia redatta esattamente nel linguaggio dei criteri di legge — incontro di persona da adulti per il subclass 300 e le quattro aree della regulation 1.15A per il Partner visa — e che ogni affermazione sia sostenuta da un documento verificabile.

Nella pratica, i casi delle coppie che si sono conosciute in un Paese terzo o che non hanno ancora convissuto sono pienamente difendibili, se impostati correttamente: una cronologia ordinata della relazione, un archivio strutturato delle comunicazioni anziché una massa disordinata di screenshot, la documentazione completa di ogni viaggio, dichiarazioni personali coerenti tra loro e il riconoscimento sociale della relazione da parte delle due famiglie. L’esperienza maturata in questo studio nella gestione di pratiche di Partner visa e di fidanzamento per clienti di lingua persiana mostra che la differenza tra approvazione e rifiuto non sta, di norma, nel «dove ci siamo incontrati», ma nel modo in cui le prove vengono presentate e nella loro coerenza. Anche la scelta del percorso corretto dal primo giorno — 300 oppure 309/100 — è una decisione che è preferibile esaminare prima della presentazione della domanda, con un professionista registrato MARA.

Fonti

La vostra domanda, con una tabella di marcia chiara

Ogni relazione ha la propria storia: un incontro in Turchia, anni di rapporto a distanza, o famiglie che non si sono ancora conosciute di persona. Negin Safaei, avvocata australiana per l’immigrazione con registrazione MARA 1791573, in una consulenza dedicata e in lingua persiana valuta la vostra posizione alla luce dei criteri reali previsti dalla legge, individua il percorso corretto tra visto di fidanzamento e Partner visa e vi consegna un elenco di documenti che risponde con precisione ai punti debordi della vostra pratica. Prima di presentare la domanda, un’ora di confronto approfondito può risparmiarvi mesi di attesa e il costo di una seconda domanda — contattate lo studio di Negin Safaei per fissare un appuntamento di consulenza.

Frequently asked questions

Lo sponsor deve necessariamente viaggiare nel Paese del richiedente?

No. La normativa australiana sull’immigrazione non stabilisce il luogo dell’incontro. Un incontro di persona in un Paese terzo come Turchia, Thailandia o Malesia ha lo stesso valore di un viaggio nel Paese del richiedente, e il fatto che lo sponsor non abbia viaggiato non costituisce, di per sé, un elemento negativo nella valutazione.

Un incontro avvenuto nell’infanzia è sufficiente per il visto di fidanzamento subclass 300?

No. Il requisito è che le parti si siano incontrate di persona da adulti — cioè entrambe con almeno 18 anni al momento dell’incontro — e che si conoscano personalmente. Un incontro avvenuto soltanto nell’infanzia non soddisfa questo requisito.

La conoscenza e il rapporto online sostituiscono l’incontro di persona?

Non per il visto di fidanzamento subclass 300. Il rapporto online è una prova molto preziosa per dimostrare la natura e la continuità della relazione, ma non elimina il requisito dell’incontro di persona.

Che cosa succede se ci sposiamo prima della decisione sul visto 300?

Se quella cerimonia costituisce un matrimonio giuridicamente valido, non siete più idonei al visto subclass 300. In tal caso dovete chiedere per iscritto che la domanda sia valutata come Partner visa subclass 309/100 e ritirare la domanda 300. Una cerimonia di fidanzamento o rituale non vincolante non crea questo problema.

Se non abbiamo mai convissuto né viaggiato nel Paese dell’altro, la domanda può essere rafforzata?

Sì. Nel Partner visa il criterio è quello della «relazione genuina e continuativa», valutata sulle quattro aree della regulation 1.15A, e i richiedenti de facto hanno di norma bisogno di 12 mesi di relazione o della registrazione ufficiale della stessa. In assenza di convivenza, le prove relative alle comunicazioni, al tempo trascorso insieme e al riconoscimento sociale della relazione devono essere presentate in modo più solido e ordinato.

Quali documenti servono per dimostrare un incontro in un Paese terzo?

Il visto di quel Paese, i timbri di ingresso e uscita sul passaporto, biglietti e carte d’imbarco, prenotazioni e ricevute dell’alloggio, fotografie comuni con data e le transazioni bancarie dello stesso periodo. Un incontro non documentato, nella valutazione, non produce praticamente alcun effetto.

This answer reflects the law and policy as verified on September 29, 2026. Immigration rules change frequently — confirm the current position before acting.

Mrs. Negin Safaee وکیل مهاجرت استرالیا 1791573

This article is general information only, current at the date shown, and is not legal advice. Do not rely on it for your own situation — immigration law and policy change frequently. Seek advice from a registered migration agent or immigration lawyer about your circumstances.

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