Il matrimonio non è un requisito obbligatorio per il visto partner australiano. Le coppie non sposate utilizzano gli stessi percorsi 820/801 (dall’interno dell’Australia) e 309/100 (dall’estero), a condizione di dimostrare l’esistenza di una relazione de facto: di norma dodici mesi di relazione fino al momento immediatamente precedente la data di presentazione della domanda, oppure la registrazione ufficiale della relazione, che elimina questo requisito temporale.
Negin Safaei, avvocata specializzata in diritto dell’immigrazione australiana con numero di registrazione MARA 1791573, considera questa domanda una delle preoccupazioni più frequenti tra le coppie iraniane e chiarisce la risposta basandosi sul testo del Migration Act 1958 e dei relativi Regolamenti: il «visto partner de facto» non è una subclass a sé stante; le coppie fidanzate o senza certificato di matrimonio presentano le medesime domande delle coppie sposate, con la differenza che devono provare l’esistenza della relazione de facto e il requisito relativo alla sua durata (regulation 2.03A).
Il requisito dei dodici mesi e come superarlo
Il criterio previsto dalla legge è di dodici mesi di relazione, non necessariamente dodici mesi di convivenza ininterrotta: la norma richiede soltanto che la coppia viva insieme o non viva separata in modo permanente. Ciò detto, la convivenza resta la forma di prova più solida. La registrazione ufficiale della relazione (relationship registration) elimina il requisito dei dodici mesi; questa possibilità esiste nella maggior parte degli Stati e Territori, ma non in WA e NT, e la registrazione non è possibile se una delle due parti è legalmente sposata con un’altra persona. Il testo della regulation 2.03A — a differenza del criterio dei dodici mesi — non fissa una data precisa entro cui la registrazione debba avvenire; in ogni pratica è preferibile verificare questo aspetto alla luce della policy in vigore del Department of Home Affairs.
Un’altra via è quella delle circostanze «compelling and compassionate»: il requisito dei dodici mesi non è assoluto e si applica nel caso in cui il richiedente non riesca a dimostrare l’esistenza di tali circostanze ai fini della concessione del visto. Esiste inoltre un’eccezione per le pratiche di visto permanente di natura umanitaria, laddove la relazione de facto sussisteva già prima della concessione di quel visto ed è stata comunicata all’autorità competente per l’immigrazione, oppure quando la relazione è con un richiedente di un visto permanente umanitario.
La registrazione della relazione o il certificato di matrimonio, da soli, non bastano
La registrazione della relazione elimina soltanto il requisito della durata; i richiedenti devono comunque essere valutati come parti di una relazione genuina secondo la definizione di de facto contenuta nella section 5CB del Migration Act 1958, con gli stessi elementi elencati dalla regulation 1.09A: gli aspetti finanziari, la natura della convivenza, gli aspetti sociali e il grado di impegno reciproco delle due parti.
Anche sul matrimonio serve attenzione: un certificato di matrimonio proveniente dall’Iran, dalla Turchia o dall’Australia giova alla pratica soltanto se quel matrimonio costituisce una valida «married relationship» ai sensi della section 5F e viene riconosciuto ai sensi del Marriage Act 1961; ad esempio, un matrimonio con minori di 18 anni, un matrimonio per procura o soltanto religioso e non registrato, così come un matrimonio poligamico, potrebbero non essere riconosciuti. Anche le persone sposate, al di là del certificato, devono dimostrare una relazione genuina e continuativa.
Le coppie che non sono né sposate né de facto
Per questa categoria esiste il percorso del visto per fidanzati (Prospective Marriage – subclass 300). Questo visto consente di entrare in Australia, sposare il proprio fidanzato o fidanzata e successivamente presentare domanda di residenza permanente. A differenza del percorso del visto partner, non è necessario essere stati in una relazione de facto prima della presentazione della domanda 300; la domanda, però, deve essere presentata mentre il richiedente si trova al di fuori dell’Australia.
In tutti questi percorsi, la pietra angolare della pratica è una sola: la relazione deve essere genuina e sostenuta da un impegno reciproco di entrambe le parti.
Se desidera capire quale percorso — de facto, matrimonio o subclass 300 — si adatti meglio alla sua situazione attuale, alle sue date e alla documentazione di cui dispone, una breve conversazione personale con Negin Safaei può chiarirle il quadro con serenità, prima di compiere qualsiasi passo.
Read the full legal breakdown ←
This answer reflects the law and policy as verified on September 29, 2026. Immigration rules change frequently — confirm the current position before acting.
Mrs. Negin Safaee وکیل مهاجرت استرالیا 1791573
This article is general information only, current at the date shown, and is not legal advice. Do not rely on it for your own situation — immigration law and policy change frequently. Seek advice from a registered migration agent or immigration lawyer about your circumstances.