Nella mia esperienza professionale con le domande di Partner visa, la causa più frequente di rifiuto è l’insufficienza delle prove a dimostrazione di una relazione «genuina e continuativa»: si tratta cioè di un fascicolo che non copre, con documenti e spiegazioni chiare, i quattro fattori previsti dalla Regulation 1.15A — gli aspetti finanziari, la natura della convivenza domestica, gli aspetti sociali e la natura dell’impegno reciproco dei partner. Il rifiuto, tuttavia, può avere anche altre basi giuridiche.

Questa analisi è offerta da Negin Safaei, migration lawyer in Australia con numero di registrazione MARA 1791573, sulla base di anni di lavoro concreto su pratiche in ambito familiare. Il suo messaggio è chiaro: con la Regulation 1.15A il legislatore chiede al decisore di valutare «tutte le circostanze della relazione»; dal grado di condivisione delle risorse economiche e degli impegni finanziari rilevanti e dal criterio di ripartizione delle spese quotidiane della casa, fino a ciò che amici e conoscenti pensano della natura del rapporto e al modo in cui vengono svolte le attività sociali condivise. Un fascicolo che non racconti questi quattro assi con prove tangibili rischia il rifiuto, anche quando la relazione è autentica.

Accanto a questo, vi sono altri percorsi giuridici che possono condurre al rifiuto e che non vanno mai perduti di vista: la mancata approvazione dello sponsor (soggetto a una valutazione separata e a un esame del proprio character), il mancato soddisfacimento del requisito dei dodici mesi di relazione de facto ai sensi della Regulation 1.09A — salvo registrazione formale della relazione in un registro statale o presenza di circostanze «compelling and compassionate» —, il mancato soddisfacimento dei criteri di salute e di character, e la presentazione di documenti falsi o fuorvianti, che ricade nell’ambito della PIC 4020 e può comportare un periodo di esclusione.

Un altro punto importante riguarda la fase successiva al rifiuto: l’ART, ossia l’Administrative Review Tribunal, è un organo di riesame nel merito delle decisioni amministrative e non un tribunale giudiziario; dal 14 ottobre 2024 ha sostituito l’AAT e ha la medesima competenza di riesame delle decisioni in materia di visti e protezione. Il riesame davanti all’ART comporta il pagamento di un contributo separato e, nella mia esperienza professionale, l’area delle pratiche Partner è uno dei settori con il maggior volume di casi presso questo organo — un’impressione ricavata dal lavoro quotidiano, non un dato statistico ufficiale.

Infine, diciamolo con chiarezza: rivolgersi a un legale o a un migration agent non è in alcun modo un obbligo di legge e ogni richiedente ha il diritto di presentare domanda da sé. E nessuno può garantire l’esito di un visto. Ciò che l’assistenza professionale può creare è un fascicolo costruito sin dal primo giorno in coerenza con i criteri di legge, che racconta la storia della relazione in modo documentato, ordinato e valutabile.

Se desidera sapere, prima di presentare la domanda, quali sono i punti debolI del suo fascicolo, una conversazione breve e sincera con Negin Safaei può illuminare il percorso e restituirle serenità.

This answer reflects the law and policy as verified on September 29, 2026. Immigration rules change frequently — confirm the current position before acting.

Mrs. Negin Safaee وکیل مهاجرت استرالیا 1791573

This article is general information only, current at the date shown, and is not legal advice. Do not rely on it for your own situation — immigration law and policy change frequently. Seek advice from a registered migration agent or immigration lawyer about your circumstances.