Sì: il rifiuto di un Partner visa offshore (subclass 309/100) è una decisione riesaminabile dall’ART, anche se la domanda è stata presentata dall’estero. Il criterio è la sezione 338(5) del Migration Act, non il luogo in cui la domanda è stata depositata. La richiesta di riesame, però, deve essere presentata dallo sponsor/nominator australiano e non dal richiedente che si trova all’estero; il termine è di 70 giorni dalla data di ricezione della notifica.
Negin Safaei, avvocato di immigrazione in Australia con numero di registrazione MARA 1791573, nell’analizzare questa domanda insiste su un punto che determina l’esito di molte pratiche offshore: la convinzione diffusa secondo cui «per andare al Tribunal la domanda deve essere stata presentata in Australia» non è il test giuridico. Il vero test è se la decisione ricada nell’ambito della sezione 338 del Migration Act; e la sezione 338(5) copre esattamente la situazione in cui il visto non può essere concesso mentre la persona si trova nella migration zone e il richiedente, in base a uno dei criteri di concessione del visto, è sponsorizzato o nominato da una determinata persona o entità.
Il secondo elemento decisivo riguarda la «legittimazione a presentare la richiesta». In forza della sezione 347A(1)(b), nelle decisioni che rientrano nella 338(5) chi può chiedere il riesame è proprio lo sponsor o il nominator indicato in quella disposizione; il richiedente residente all’estero non ha, di per sé, il diritto di presentare la domanda. Anche il requisito della «presenza fisica in Australia al momento della presentazione della richiesta» riguarda soltanto le categorie onshore: le decisioni che rientrano nella 338(2), (3), (3A) e (4), nonché la 338(7A) nel quadro della 347A(3). Per questo, nelle pratiche onshore, il richiedente che lasci l’Australia prima di depositare il ricorso perde la propria legittimazione (347A(2)), mentre un rifiuto offshore di un 482 o di un 494 resta riesaminabile su iniziativa del nominator (regulation 4.02(4)).
Anche i termini vanno distinti con precisione: ai sensi della regulation 4.10(1) delle Migration Regulations, per le decisioni che rientrano nelle sezioni da 338(5) a (8) il termine è di 70 giorni dalla ricezione della notifica; per la 338(2) e la 338(7A) il termine è di 21 giorni e per le decisioni individuate ai sensi della 338(9) è di 28 giorni. Richiamare il dato generico dei «28 giorni» in una pratica Partner offshore può essere fuorviante.
Accanto a questo quadro, Negin Safaei raccomanda sempre due accorgimenti pratici: in primo luogo, verificare con attenzione la posizione dello sponsor e il fatto che la sponsorship sia stata perfezionata nella forma richiesta dal criterio di concessione del visto — non si può affermare in termini generali che «la residenza dello sponsor in Iran non crea alcun problema» senza esaminare i fatti concreti della pratica; in secondo luogo, leggere la clausola sul «diritto di riesame» contenuta nel testo stesso della decisione del Department. Sia il Department (Home Affairs) sia l’ART precisano che è la lettera di decisione a indicare se la decisione è riesaminabile e chi può presentare la richiesta.
Se ha in mano la lettera di rifiuto di un Partner visa e desidera sapere chi deve presentare il ricorso, entro quale termine e su quale base, una consulenza accurata e personalizzata può chiarire il percorso da seguire e restituirle serenità; contatti Negin Safaei per un esame della Sua pratica.
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This answer reflects the law and policy as verified on September 29, 2026. Immigration rules change frequently — confirm the current position before acting.
Mrs. Negin Safaee وکیل مهاجرت استرالیا 1791573
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